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Vuoi aprire un’agenzia di viaggi. Può avere ancora un senso?

Ho provato a indossare i panni di una persona giovane, attratta dal mondo dei viaggi e che sui viaggi vorrebbe crearsi un suo percorso professionale.

Immaginiamo che questa persona avesse il desiderio di aprirsi un’agenzia di viaggi.

Forse chi la conosce, gli stessi suoi amici, la potrebbero anche deridere per questa sua scelta avventata.

Che senso potrebbe avere oggi aprire un’agenzia di viaggi, quando ormai tutti prenotano sul web?

Vediamo se possiamo aiutare questa giovane persona a coronare il suo sogno, dandogli delle indicazioni che arrivano da una persona che dentro questo settore ci sta da quarant’anni e ne conosce pregi e difetti.

Intanto cominciamo a sfatare le generalizzazioni.

Tutti ma proprio tutti prenotano sul web?

Si è vero, i tempi sono cambiati, e ,come, in tutti i settori commerciali e in tutte le attività professionali, il web ha scardinato tante abitudini nell’acquisto di un bene o di un servizio ma questo non significa che tutti comprano on line.

Oltre a sfatare la generalizzazione, consiglierei alla nostra o al nostro futuro agente di viaggi, di studiarsi le tendenze che ci sono nell’acquisto della vacanza.

Nel passato era quasi impossibile poter venire a conoscenza di questi studi, spesso quasi blindati e in possesso di poche persone.

Oggi trovare questi studi sul web è molto facile oppure si può partecipare ad eventi che si tengono all’interno delle fiere di settore per tastare il polso della situazione.

Apro l’agenzia e che cosa vendo? 

Aprire un’agenzia di viaggi con la mentalità che potevamo avere noi che abbiamo aperto le agenzie tanti anni fa, pensando di mettersi dietro un bancone di legno a vendere biglietterie varie e viaggi, non ha più senso oggi.

Proprio per il discorso del web, certi servizi e prodotti turistici sono facilmente acquistabili in rete da qualsiasi utente, anche quello meno tecnologico.

Allora come dovrebbe essere un’agenzia di viaggi del futuro?

Tanto per iniziare, fermo restando che giuridicamente debba essere inquadrata come “agenzia di viaggi”, sicuramente eviterei insegne o vetrine che diano l’idea di qualcosa di superato.

Pensiamo alle Banche. Una volta luoghi quasi “sacri” dove avevi quasi imbarazzo a entrare. Ci stava un’atmosfera a dir poco pesante.

Se oggi pensiamo ai nuovi format delle banche che sono nate negli ultimi tempi,  la Banca ha cambiato totalmente abito e gli stessi “bancari” sono diversi.

L’agenzia dovrà essere sempre di più un posto che rappresenti un luogo d’incontro.

Non avrà più necessità di tenere scaffali pieni di cataloghi cartacei, ma dovrà ospitare eventi e occasioni per far convergere chi potrebbe essere interessato al viaggio.

Un luogo dove uno scrittore può presentare un libro di viaggi, uno chef delle ricette etniche, un fotografo con un reportage del suo ultimo viaggio, una wedding planner che parla agli sposi, un personal shopper che parla di moda, un formatore che aiuta le persone a superare la paura del volo.

Sinergie: solo attraverso forme di partnership si potranno superare ostacoli. Creare una rete di professionisti che si alleano per un obiettivo comune in cui ognuno può trarne dei vantaggi.

Altra indicazione che mi sento di dare alla futura agente di viaggi  o futuro agente è il mantenersi “umile” che non vuol significare volare basso. Per umiltà intendo dire che per arrivare a fregiarsi della definizione di consulente bisogna studiare tanto, aggiornarsi di continuo, mettersi al fianco di persone più esperte e carpirne i segreti del mestiere… la famosa gavetta che non guasta mai e che tornerà utile nella vita.

Non ci sta da tralasciare l’aspetto economico finanziario.

Molti possono pensare che un’agenzia di viaggi sia antieconomica.

Anche questa è un’altra generalizzazione.

E’ vero che l’agenzia di viaggi non ha la redditività che può avere una qualsiasi altra attività commerciale, però se si hanno capacità manageriali anche un’attività che potrebbe apparire in perdita, può diventare un’attività che può generare delle soddisfazioni.

In questo la nostra o il nostro giovane, dovrà farsi affiancare da persone più esperte, soprattutto nella fase di avvio dell’attività, per ricevere le giuste indicazioni, intraprendendo un percorso fatto di obiettivi da raggiungere, di strategie da mettere in campo, di valutazione dei punti di forza e di debolezza.

A conclusione di questa analisi spero di aver fornito una prima traccia di lavoro per chi volesse intraprendere l’attività nel settore delle agenzie di viaggi.

Articolo di Santo David, un professionista di viaggi e di scrittura che stimo molto.

www.santodavid.it

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